Tra le letture estive bisogna annoverare anche Senza nome di Collins, di cui avevo già amato e "pubblicizzato" La donna in bianco.
Senza nome è secondo me ancora più bello, più appassionante, più denso di emozioni.
Scoprite di più su Leggere a Colori!
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giovedì 24 settembre 2015
domenica 13 settembre 2015
Recensione: "L'angelo di Marchmont Hall" - Lucinda Riley (Der Engelsbaum)
SINOSSI (da Amazon.it): Sono passati trent’anni dall’ultima volta che Greta è stata a Marchmont Hall, la magnifica tenuta di famiglia sulle colline del Galles. E adesso, mentre varca i cancelli al fianco di David Marchmont, nipote del suo defunto marito, non può fare a meno di chiedersi se il luogo in cui ha vissuto per tanti anni sarà in grado di dischiudere qualche squarcio sul suo passato. Dopo un terribile incidente d’auto, infatti, Greta non ricorda più nulla e rifiuta di abbandonare il suo appartamento londinese troppo a lungo, tenendo a distanza tutti quelli che hanno fatto parte della sua vita. Tutti tranne David, l’unico amico di cui si fida e per il quale prova qualcosa che va al di là della semplice gratitudine. È stato proprio lui a raccontarle com’era la sua vita prima di quel giorno e a convincerla a trascorrere il Natale a Marchmont Hall. Ma durante una passeggiata nel bosco, ai piedi di un abete, Greta scorge una lapide e spazza via la neve che ricopre l’iscrizione. Certo non immagina che quel nome inciso sulla pietra la travolgerà con un’ondata di ricordi: le serate come ballerina di cabaret nella Londra del ’45, il sogno di sposare un ufficiale americano, l’amicizia con David, giovane comico di buona famiglia che la accoglierà a Marchmont Hall per strapparla alla miseria. E infine il matrimonio con lo zio di David e il rapporto con una figlia che fin da piccola dà segni di forte instabilità. Ma allora perché David le ha nascosto tanti dettagli sul suo passato? Da cosa vuole proteggerla? Un romanzo sconvolgente sul destino e sull’amore: l’amore non confessato, l’amore puro, quello che nel silenzio vince su ogni cosa.
L'angelo di Marchmont Hall è - dopo Das Italienische Mädchen, che credo non sia ancora uscito in Italia - è il secondo libro di Lucinda Riley che leggo in traduzione tedesca. So che sarebbe meglio leggere libri scritti direttamente in tedesco, ma siccome la Riley mi piace e leggere i suoi romanzi è per me una forma di svago, scelgo di unire l'utile - anche se non utilissimo - al dilettevole.
Come tutti i romanzi della Riley si fa divorare, ed è lungo. Molto lungo. TROPPO lungo. Le ultime cento pagine le ho lette a velocità supersonica per finirlo. E ho trovato il finale scontatissimo...
I personaggi sono ben delineati, e ho apprezzato soprattutto David e sua madre, la fortissima LJ.
La loro decisione di prendersi cura di persone che non fanno parte della loro cerchia famigliare, se non alla lontana, indica che a volte certi rapporti di amicizia sono più forti dei legami di sangue.
Ciò che ho sempre amato dei romanzi della Riley è la scelta di impostare la narrazione sull'alternanza passato / presente: c'è anche questa volta ma in maniera meno marcata, più lieve. Del presente c'è ben poco da raccontare, se non che Greta riacquista improvvisamente la memoria e con l'aiuto di David mette insieme il puzzle del suo passato.
Quello che non va, qui, è la narrazione stessa. In alcuni passaggi è dettagliatissima, per poi diventare subito dopo poco chiara. Ci sono buchi di anni e anni che, se da una parte ci risparmiano un bel po' di pagine, ci rendono, dall'altra, un po' difficoltosa la ricostruzione della storia. La figlia di Greta, Cheska Hammond, è sicuramente squilibrata: ma come ha vissuto in tutti quegli anni dei quali non sappiamo niente?
Il mio giudizio su questo romanzo non è propriamente positivo. Leggo la Riley nella consapevolezza che non "produca", verbo scelto non a caso, romanzi di elevata qualità ma per distrarmi. Questa volta l'ho trovata pesantissima. Vorrei poter dire che è colpa della traduzione, ma siccome non ho incontrato nessuna difficoltà nella lettura direi di no.
martedì 30 giugno 2015
Der Vorleser - Bernhard Schlink (A voce alta)
Sinossi (da qlibri): Siamo negli anni Cinquanta e Michael Berg attraversa i primi turbamenti dell’adolescenza. Quando un giorno, per la strada, si sente male, viene soccorso da Hannah, che ha da poco superato la trentina. Colpito da questa donna gentile e sconosciuta, irresistibilmente attratto dalla sua misteriosa e profonda sensualità, Michael riesce a rintracciarla. Tra loro nasce un’intensa relazione, fatta di passioni e di pudori. Presto, però, Michael intuisce che nella vita di Hannah, nel suo passato, ci sono altri misteri: qualcosa che lei non può rivelargli e che segnerà per sempre il destino di entrambi. A voce alta è una storia d’amore struggente, emozionante, ricca di colpi di scena.
Premessa doverosa: Ho letto questo libro in tedesco. E' il primo "vero" libro - non in versione ridotta, non per bambini - che leggo nella lingua che ormai governa la mia vita da novembre, ed è anche il primo che leggo interamente in lingua straniera, se si esclude il carteggio tra Zola e Cézanne che mi è toccato leggere in francese per la tesi.
Ho capito TUTTO? Probabilmente no. Ma sono riuscita a seguire lo svolgimento della storia con facilità e anche a godermi le parti più filosofiche senza impazzire. E' stata indubbiamente un'esperienza interessante: sono passata dall'accorgermi, dopo una decina di pagine, che non avevo più bisogno di tradurre nella mia testa in italiano, a rendermi conto con stupore che mi piaceva non solo quello che veniva raccontato ma anche come veniva raccontato.
Der Vorleser - e come mi sembra stupido il titolo in italiano! - tocca una serie infinita di concetti spinosi. Possiamo chiamare "amore", una relazione tra un adolescente e una donna adulta? Possiamo sentirci incolpevoli quando ci accorgiamo di amare una persona che si è macchiata di un crimine atroce? Avremo mai una versione oggettiva, nostra, dei Lager nazisti, o sarà sempre mediata e meditata attraverso le immagini che la letteratura e i film ci hanno consegnato? E soprattutto: è corretto forzare la volontà di qualcuno, seppur nell'intento di recargli un aiuto?
Sopra tutto questo c'è, protagonista, la lettura. La lettura a voce alta, che per Michael e Hanna è quasi una sorta di preludio amoroso. Lettura che diventa uno strumento di contatto, di espiazione e redenzione. Fino alla fine.
lunedì 8 giugno 2015
"Una camera a Chelsea" - M. Nelson
Provocatorio, imbarazzante, misogino, sottilmente sovversivo ma anche radicalmente conservatore, farneticamente gay e al tempo stesso omofobo, questo graffiante divertissement venne pubblicato in Inghilterra, anonimo, nel 1958 (quando ancora nel Regno Unito l’omosessualità era considerata un reato) con enorme scalpore, divenendo nel giro di poche settimane un vero e proprio “caso” letterario e di costume. (da qui)
E' un romanzo deliziosamente misogino, moooooolto gay ma anche sottilmente omofobo che fa ridere, ma anche pensare. A quanto spesso sacrifichiamo la nostra dignità, a quanto ci affidiamo al calcolo nei rapporti di coppia, a quanto siamo troppo spesso dipendenti da qualcuno che non ci merita.
Il confine tra morale e immorale è - in questo libro, e forse non solo - molto labile.
Questo romanzo mi era stato consigliato da un amico quando un paio di anni fa ero stata malata, più malata di quanto non sono di solito. Siccome non era disponibile in ebook avevo accantonato, ma ora...
Di cosa parla? Per essere brevi, delle avventure di un gruppo di amici gay. Alcuni "adulti" e molto ricchi, altri giovani e desiderosi di arricchirsi. Il tutto ruota intono a due figure centrali, Patrick e Nicholas. Patrick è il polo attorno al quale ruotano tutti gli altri personaggi: crede di essere amato ma in realtà è odiato da tutti, e nelle ultime pagine ci appare patetico.
Di cosa parla? Per essere brevi, delle avventure di un gruppo di amici gay. Alcuni "adulti" e molto ricchi, altri giovani e desiderosi di arricchirsi. Il tutto ruota intono a due figure centrali, Patrick e Nicholas. Patrick è il polo attorno al quale ruotano tutti gli altri personaggi: crede di essere amato ma in realtà è odiato da tutti, e nelle ultime pagine ci appare patetico.
E' un romanzo deliziosamente misogino, moooooolto gay ma anche sottilmente omofobo che fa ridere, ma anche pensare. A quanto spesso sacrifichiamo la nostra dignità, a quanto ci affidiamo al calcolo nei rapporti di coppia, a quanto siamo troppo spesso dipendenti da qualcuno che non ci merita.
Il confine tra morale e immorale è - in questo libro, e forse non solo - molto labile.
Ho evidenziato tante cose nel corso della lettura, e questo basta - per me - per decretarlo un gran libro, per quanto sia poco conosciuto. Meglio di me, ne hanno scritto qui.
mercoledì 27 maggio 2015
Il maggio dell'ebook: Nativi Digitali Edizioni
Finalmente è arrivato anche per il mio blog il momento di partecipare attivamente a Il Maggio dell'Ebook, Blog Tour promosso e organizzato da Nativi Digitali Edizoni.
Titolo: Chiedimi se ti amo ancora
Presentazione: www.miawords.com
Sinossi :
Presentazione : http://www.miawords.com/quando-lamore-chiama/
Gli scopi dell'iniziativa:
- Dare voce a ebook di autori e editori
emergenti, attraverso un Blog Tour
- Promuovere una cultura di collaborazione e
condivisione tra scrittori, blogger e lettori
- Ricordare al pubblico che, anche dopo il
successo della campagna sulla riduzione IVA degli ebook, un libro
rimane sempre un libro, e il digitale offre opportunità prima
negate a scrittori, editori e lettori.
-
Divertirsi e scoprire insieme nuovi libri, nuovi blogger e nuovi autori!]
Gli Ebook che presento:
Titolo: Chiedimi se ti amo ancora
Autore: Mila Orlando
Editore: Rizzoli
Editore: Rizzoli
Genere: Romance
Lunghezza: 90 pagine
Prezzo: € 2,49
Prezzo: € 2,49
Link su Amazon: http://www.amazon.it/Chiedimi-ancora-Youfeel-Mila-Orlando-ebook/dp/B00UXHW4JA/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1429266012&sr=8-1&keywords=mila+orlando
Presentazione: www.miawords.com
Sinossi :
Può l’errore di una notte cancellare l’amore di
una vita?
Alla soglia dei trent’anni, ad Alice crolla il mondo addosso. La storia d’amore su cui aveva imperniato la sua vita non c’è più, e lei deve ricominciare tutto da capo. Trova il coraggio di lasciare il lavoro che non la soddisfa e di concentrarsi su una nuova avventura, la scrittura. E in viaggio da Napoli a Milano, verso un orizzonte diverso e con nuovi compagni con cui costruire il futuro, Alice ripercorre i mesi in cui la sua vita è cambiata: l’incontro con Gabriele, l’innamoramento, una convivenza iniziata forse troppo presto, e poi la notte in cui tutto è finito.
È possibile cancellare un amore che sembrava per sempre? E ritrovare la fiducia per amare di nuovo? Dall’autrice di “Quando l'amore chiama”, un romanzo intenso e delicato, che commuove e coinvolge.
Mood: Emozionante - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
Alla soglia dei trent’anni, ad Alice crolla il mondo addosso. La storia d’amore su cui aveva imperniato la sua vita non c’è più, e lei deve ricominciare tutto da capo. Trova il coraggio di lasciare il lavoro che non la soddisfa e di concentrarsi su una nuova avventura, la scrittura. E in viaggio da Napoli a Milano, verso un orizzonte diverso e con nuovi compagni con cui costruire il futuro, Alice ripercorre i mesi in cui la sua vita è cambiata: l’incontro con Gabriele, l’innamoramento, una convivenza iniziata forse troppo presto, e poi la notte in cui tutto è finito.
È possibile cancellare un amore che sembrava per sempre? E ritrovare la fiducia per amare di nuovo? Dall’autrice di “Quando l'amore chiama”, un romanzo intenso e delicato, che commuove e coinvolge.
Mood: Emozionante - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
Breve biografia autore:
Mila Orlando nasce a Napoli a giugno. Sin da
piccola ha odiato la matematica amato le parole, per questo sceglie gli studi
classici e la laurea in scienze della comunicazione per coronare il suo
grande sogno: fare la giornalista. Diventa pubblicista nel 2011, ma intanto ha
iniziato la sua carriera nel marketing innamorandosene proprio come la
scrittura. Nel 2014 ha coronato il suo sogno, pubblicando Quando
l’amore chiama, romance romantico per la collana digital You Feel di
Rizzoli. A marzo, sempre per You Feel ha pubblicato l’emozionante Chiedimi
se ti amo ancora. Ama mangiare, leggere e viaggiare. Una persona
comune, insomma. Ama il sole di Napoli, la sua famiglia e scoprire ogni giorno
cose nuove.
Autore: Mila Orlando
Editore: Rizzoli
Editore: Rizzoli
Genere: Romance
Lunghezza: 104
Prezzo: € 2,49
Prezzo: € 2,49
Link su Amazon: http://www.amazon.it/Quando-lamore-chiama-Youfeel-Orlando-ebook/dp/B00LX6OREA/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1429266012&sr=8-2&keywords=mila+orlando
Presentazione : http://www.miawords.com/quando-lamore-chiama/
Sinossi:
Quando l’amore chiama c'è solo una cosa da fare:
rispondere e lasciare il resto in attesa.
Bea è una wedding planner tutta casa e lavoro, Luca un fotografo di moda, innamorato della sua ‘singletudine’. Cosa hanno in comune? Un appuntamento col destino.
Una mattina i due si incontrano - o meglio si scontrano - in metropolitana a Milano, scambiandosi accidentalmente il cellulare. Di colpo una suoneria sconosciuta inizia a suonare, lo sfondo è cambiato, una madre è felice perché la figlia ha ha trovato il fidanzato, un appuntamento di lavoro rischia di saltare… Questo è il rischio se il tuo adorato iPhone è nelle mani di qualcuno che non sei tu! Meglio rivedersi e riportare la situazione alla normalità.
Ma tra una telefonata e l’altra, una sbirciatina alle foto delle rispettive Gallery e una ai brani delle playlist, Bea e Luca si accorgono di avere molto in comune ancora prima di conoscersi.
Una romantica storia d’amore in cui gli utenti sono felicemente irraggiungibili.
Mood: Romantico - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
Bea è una wedding planner tutta casa e lavoro, Luca un fotografo di moda, innamorato della sua ‘singletudine’. Cosa hanno in comune? Un appuntamento col destino.
Una mattina i due si incontrano - o meglio si scontrano - in metropolitana a Milano, scambiandosi accidentalmente il cellulare. Di colpo una suoneria sconosciuta inizia a suonare, lo sfondo è cambiato, una madre è felice perché la figlia ha ha trovato il fidanzato, un appuntamento di lavoro rischia di saltare… Questo è il rischio se il tuo adorato iPhone è nelle mani di qualcuno che non sei tu! Meglio rivedersi e riportare la situazione alla normalità.
Ma tra una telefonata e l’altra, una sbirciatina alle foto delle rispettive Gallery e una ai brani delle playlist, Bea e Luca si accorgono di avere molto in comune ancora prima di conoscersi.
Una romantica storia d’amore in cui gli utenti sono felicemente irraggiungibili.
Mood: Romantico - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
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giovedì 8 gennaio 2015
Recensione: "Mamme nel deserto (Ma come ci siamo finite in Kuwait?)" - Drusilla Galelli, Mimma Zizzo
SINOSSI (da Carsa Edizioni): Mamme nel deserto è un diario a due voci che racconta con freschezza, semplicità, entusiasmo e candore come due giovani mamme italiane, in Kuwait a seguito dei loro mariti, guadagnino giorno per giorno, attraverso i piccoli accadimenti quotidiani il più delle volte privi di ogni crisma di eccezionalità, una dimensione di partecipazione cosmopolita al vivere. Il superamento della iniziale solitudine di chi è per la prima volta all’estero, in una rete di rapporti fatto di lingue, nazionalità, razze, storie individuali tutte diverse, con la scoperta che sono tutte interessanti, tutte accessibili, tutte in fondo prossime; le difficoltà, ma anche le opportunità umane, nei rapporti col difficile mondo arabo; i bimbi che crescono in una folle ma stimolante babele di lingue…
Tutto è vero, tutto è narrato con semplice gaia confidenza; c’è una condivisione della quotidianità così sincera, che alla fine Drusilla e Mimma divengono davvero le nostre care amiche in Kuwait, e una volta finito il libro, pensiamo: “La prima volta che tornano in Italia, vado a trovarle! Non vedo l’ora di rivederle…”.
Poco prima di trasferirmi in Germania, mi sono unita a diversi gruppi Facebook di italiani sparsi per il mondo: il più interessante è sicuramente quello in cui sono raccolti i post che gli expat pubblicano quasi giornalmente sui loro blog. Mi sono imbattuta quasi per caso nel blog di Mimma e Drusilla, Mamme del deserto, nel quale raccontano la loro vita in Kuwait, paese arabo che - mi vergogno a dirlo - ho dovuto cercare sulla cartina. Attualmente, Drusilla si trova in Italia, in attesa di partire per seguire il marito nella sua nuova destinazione, mentre Mimma è ancora in Kuwait.
Come credo sia facile immaginare, quando ho scoperto che Mamme nel deserto non era solo un blog ma anche un libro mi sono affrettata a procurarmelo: sia perché, non lo nascondo, mi faceva piacere l'idea di poter dare a Mimma e Drusilla, che mi stanno simpaticissime, un po' di spazio sul mio blog, sia perché avevo bisogno di confrontarmi con una situazione simile - anche se le differenze, sia chiaro, sono tante, prime fra tutte il fatto che non ho figli e non sono nel deserto - alla mia.
Mimma e Drusilla sono "finite" in Kuwait per seguire i loro mariti, portando con sé i loro bambini piccoli.
All'interno del libro sono raccontate le loro giornate, a partire dal loro arrivo in Kuwait: alcune situazioni mi hanno ricordato le mie prime giornate a Schweinfurt, e mi sono commossa. A questa prima fase di "ambientamento" segue il loro tentativo di integrazione, non tanto tra i Kuwaitiani quanto tra gli altri expat, provenienti da tutto il mondo. Si tratta di un romanzo a quattro mani, Mimma e Drusilla si alternano nel raccontare le loro esperienze: dopo pochi capitoli capiamo subito chi sta scrivendo, impariamo a riconoscere le due donne dai loro pensieri, dal loro modo di rapportarci agli eventi. I due modi di scrivere sono diversi ma in un certo senso complementari, come credo siano complementari queste due donne che hanno stretto un'amicizia così forte lontano da casa. A me è venuto spontaneo identificarmi con Drusilla, e come lei sento il bisogno di conoscere una Mimma che mi aiuti ad uscire dal guscio.
Questo libro non parla solo di Kuwait, e del vivere all'estero: parla dell'amicizia tra donne, delle tipologie di donne che si possono incontrare, e devo ammettere che più di una volta Mimma mi ha fatto scoppiare a ridere.
Tutto è vero, tutto è narrato con semplice gaia confidenza; c’è una condivisione della quotidianità così sincera, che alla fine Drusilla e Mimma divengono davvero le nostre care amiche in Kuwait, e una volta finito il libro, pensiamo: “La prima volta che tornano in Italia, vado a trovarle! Non vedo l’ora di rivederle…”.
Poco prima di trasferirmi in Germania, mi sono unita a diversi gruppi Facebook di italiani sparsi per il mondo: il più interessante è sicuramente quello in cui sono raccolti i post che gli expat pubblicano quasi giornalmente sui loro blog. Mi sono imbattuta quasi per caso nel blog di Mimma e Drusilla, Mamme del deserto, nel quale raccontano la loro vita in Kuwait, paese arabo che - mi vergogno a dirlo - ho dovuto cercare sulla cartina. Attualmente, Drusilla si trova in Italia, in attesa di partire per seguire il marito nella sua nuova destinazione, mentre Mimma è ancora in Kuwait.
Come credo sia facile immaginare, quando ho scoperto che Mamme nel deserto non era solo un blog ma anche un libro mi sono affrettata a procurarmelo: sia perché, non lo nascondo, mi faceva piacere l'idea di poter dare a Mimma e Drusilla, che mi stanno simpaticissime, un po' di spazio sul mio blog, sia perché avevo bisogno di confrontarmi con una situazione simile - anche se le differenze, sia chiaro, sono tante, prime fra tutte il fatto che non ho figli e non sono nel deserto - alla mia.
Mimma e Drusilla sono "finite" in Kuwait per seguire i loro mariti, portando con sé i loro bambini piccoli.
All'interno del libro sono raccontate le loro giornate, a partire dal loro arrivo in Kuwait: alcune situazioni mi hanno ricordato le mie prime giornate a Schweinfurt, e mi sono commossa. A questa prima fase di "ambientamento" segue il loro tentativo di integrazione, non tanto tra i Kuwaitiani quanto tra gli altri expat, provenienti da tutto il mondo. Si tratta di un romanzo a quattro mani, Mimma e Drusilla si alternano nel raccontare le loro esperienze: dopo pochi capitoli capiamo subito chi sta scrivendo, impariamo a riconoscere le due donne dai loro pensieri, dal loro modo di rapportarci agli eventi. I due modi di scrivere sono diversi ma in un certo senso complementari, come credo siano complementari queste due donne che hanno stretto un'amicizia così forte lontano da casa. A me è venuto spontaneo identificarmi con Drusilla, e come lei sento il bisogno di conoscere una Mimma che mi aiuti ad uscire dal guscio.
Questo libro non parla solo di Kuwait, e del vivere all'estero: parla dell'amicizia tra donne, delle tipologie di donne che si possono incontrare, e devo ammettere che più di una volta Mimma mi ha fatto scoppiare a ridere.
Ho apprezzato le descrizioni dei momenti in cui era palpabile la solidarietà tra italiani, e quell'orgoglio nazionale che a casa viene, per un motivo o per l'altro, seppellito, e che all'estero salta fuori con prepotenza e commozione: credo sia qualcosa su cui tutti dobbiamo riflettere.
Mimma e Drusilla hanno lasciato i rispettivi impieghi, hanno seguito i loro mariti dall'altra parte del mondo, dove per loro è difficile, se non impossibile, lavorare: ho letto qua e là, e ne troviamo traccia anche nelle pagine di Mamme nel deserto, critiche alla loro decisione. Non è questa la sede per aprire un discorso sulla condizione della donna nel XXI secolo, discorso che per altro non dovrebbe essere più necessario affrontare: penso solo che prima di giudicare si dovrebbe provare, almeno un giorno, a vivere nei panni degli altri, mettendo da parte il maligno desiderio di giudicare il nostro prossimo per sentirci migliori.
Mamme nel deserto è scritto da due donne con la passione per la scrittura: qua e là, sono visibili alcune imprecisioni o ingenuità. Eppure, non mi hanno mai infastidita. Perché il bello di questo libro è la leggerezza con cui Mimma e Drusilla si pongono: non si prendono troppo sul serio come "scrittrici", ma vogliono semplicemente raccontarsi. E credo che oggi, in quest'epoca contraddistinta da una grande mobilità, il loro racconto possa interessare a molti.
E davvero, come si legge nell'ultima pagina della presentazione di Mamme nel deserto, viene voglia di conoscere Mimma e Drusilla, a cui sentiamo di voler già bene.
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lunedì 15 dicembre 2014
Recensione: "La casalinga ideale" - Giorgia Giorgi
Non è una biografia ma, in fondo in fondo, parla anche di me…e di voi.
Non è un manuale, ma conoscerete l’arte di ricevere gli ospiti anche quando la casa non sarà presentabile e scoprirete i trucchi per gestire il bilancio familiare facendo la cresta sulla spesa.
Non è una raccolta di ricette e rimedi, tuttavia troverete consigli e suggerimenti per non impazzire dietro le faccende domestiche e i calzini spaiati.
Non è un libro, semplicemente perché non sono una scrittrice. (dal sito web La casalinga ideale, di Giorgia Giorgi).
Il trasferimento in Germania ha significato per me (anche) il passaggio da studentessa, "mestiere" che svolgevo ininterrottamente da diciannove anni, a quello di casalinga o, come preferisco dire, di Hausfrau. E' stato inevitabile cominciare a frequentare qualche gruppo Facebook dedicato ai temi dell'"economia domestica£ per strappare qualche consiglio e per sentirmi meno sola. La mia opinione su questo tipo di gruppi non è, in definitiva, del tutto positiva, ma sono contenta di avere scoperto che dietro uno di essi, La casalinga ideale, c'era un progetto serio, che comprende un sito web, un'app e un ebook. Malgrado quindi i continui OT e i battibecchi di chi ha molto tempo da perdere sul gruppo FB, il progetto di Giorgia Giorgi mi piace, e ho voluto leggere il suo ebook.
Si tratta di poche pagine che sono volate via lisce tra una lezione di tedesco e l'altra, scritte con tono allegro e garbato. Non è una guida ma i suggerimenti per pulire le macchie particolari, o per organizzarsi meglio, o per preparare dei biscotti veloci non mancano, e io li ho molto graditi.
L'ultima parte si compone di una sorta di fenomenologia della casalinga, e lì sì che ho riso fino alle lacrime. L'ironia non manca in questo ebook che, come scrive Giorgia, "non è un libro (...) perché non sono una scrittrice". E allora aggiungo che non manca nemmeno l'autoironia, che credo sia un importante punto di partenza su cui costruire sé stessi, al di là dei cliché e di una società che sulle casalinghe la vede sempre allo stesso modo: oltre a farmi ridere / sorridere, questo racconto mi ha fatto anche riflettere!
Brava Giorgia!
Vi consiglio di fare un giro qui! La casalinga ideale
Non è un manuale, ma conoscerete l’arte di ricevere gli ospiti anche quando la casa non sarà presentabile e scoprirete i trucchi per gestire il bilancio familiare facendo la cresta sulla spesa.
Non è una raccolta di ricette e rimedi, tuttavia troverete consigli e suggerimenti per non impazzire dietro le faccende domestiche e i calzini spaiati.
Non è un libro, semplicemente perché non sono una scrittrice. (dal sito web La casalinga ideale, di Giorgia Giorgi).
Il trasferimento in Germania ha significato per me (anche) il passaggio da studentessa, "mestiere" che svolgevo ininterrottamente da diciannove anni, a quello di casalinga o, come preferisco dire, di Hausfrau. E' stato inevitabile cominciare a frequentare qualche gruppo Facebook dedicato ai temi dell'"economia domestica£ per strappare qualche consiglio e per sentirmi meno sola. La mia opinione su questo tipo di gruppi non è, in definitiva, del tutto positiva, ma sono contenta di avere scoperto che dietro uno di essi, La casalinga ideale, c'era un progetto serio, che comprende un sito web, un'app e un ebook. Malgrado quindi i continui OT e i battibecchi di chi ha molto tempo da perdere sul gruppo FB, il progetto di Giorgia Giorgi mi piace, e ho voluto leggere il suo ebook.
Si tratta di poche pagine che sono volate via lisce tra una lezione di tedesco e l'altra, scritte con tono allegro e garbato. Non è una guida ma i suggerimenti per pulire le macchie particolari, o per organizzarsi meglio, o per preparare dei biscotti veloci non mancano, e io li ho molto graditi.
L'ultima parte si compone di una sorta di fenomenologia della casalinga, e lì sì che ho riso fino alle lacrime. L'ironia non manca in questo ebook che, come scrive Giorgia, "non è un libro (...) perché non sono una scrittrice". E allora aggiungo che non manca nemmeno l'autoironia, che credo sia un importante punto di partenza su cui costruire sé stessi, al di là dei cliché e di una società che sulle casalinghe la vede sempre allo stesso modo: oltre a farmi ridere / sorridere, questo racconto mi ha fatto anche riflettere!
Brava Giorgia!
Vi consiglio di fare un giro qui! La casalinga ideale
mercoledì 3 dicembre 2014
Recensione: "La mia musica nel silenzio" - Andrea Pontiroli
Sinossi (da Ellera Edizioni): Tommaso ha un dono, anche se lui non l’ha mai chiesto: suona il violino come nessun altro. Per questo sua madre, a poco più di dieci anni, lo manda a vivere a Parigi, per studiare con uno dei più grandi violinisti del mondo. Lì, nella famiglia francese che lo accoglie, trova Xavier, suo coetaneo e violinista a sua volta, di cui diventa quasi un fratello: da quel momento la vita dei due sarà segnata da una condivisione totale delle esperienze. L’amicizia e la complicità resisteranno a una rivalità crescente, fino a quando Tommaso non comincerà la sua formidabile ascesa di violinista, che lo sradicherà da Parigi ma che non intaccherà il legame con Xavier. A rompere l’equilibrio sarà l’arrivo di Marianne, che scompiglierà la loro vita, fino alle più estreme conclusioni.
Una storia affascinante e piena di pathos che ci porta per mano nel mondo della musica classica e nella mente di un giovane prodigio, tra Milano, Parigi e New York.
La mia musica nel silenzio è il secondo romanzo appartenente alla collana Letteratura italiana sommersa della giovane casa editrice Ellera Edizioni.
Il romanzo racconta la storia della grande amicizia tra Tommaso e Xavier e l'ascesa di Tommaso che si trova, quasi senza accorgersene, a essere uno dei violinisti più famosi del mondo.
Si potrebbe parlare di romanzo di formazione, ma mi trattengo. Sia perché rifuggo le etichette, sia perché La mia musica nel silenzio non è solo, e non esattamente, questo. Assistiamo, sicuramente, alla crescita dei due personaggi principali, ma in un certo senso a maturare in maniera attiva, consapevole, è solo Xavier: Tommaso sembra lasciarsi vivere. A proposito di Tommaso, mi viene spontaneo usare un'espressione di Chiara Gamberale che amo molto: egli vive sottovuoto. Come se fosse, costantemente, in balia degli eventi, incapace di decidere, di pensare, di esprimere il proprio parere o anche solo di averne uno, sempre sull'orlo della depressione.
Anche per quanto riguarda il suo rapporto con la musica, la consapevolezza di cosa significhi per lui il violino sembra arrivare tardi.
Tommaso è conscio di non essere un ragazzo come gli altri, di non poter avere una vita normale, e forse non la vuole nemmeno. Io, che spesso mi accorgo di trascorrere giornate intere sottovuoto, mi sono spesso interrogata nel corso della lettura su cosa sia la normalità, se esista davvero.
Il romanzo prende un'altra piega quando Tommaso conosce Marianne, la compagna di Xavier: non voglio addentrarmi troppo nell'analisi, il rischio di fare spoiler è davvero alto. Posso solo dire che oltre al tema della musica, e dell'amicizia, in questo romanzo è affrontato un argomento interessante: è possibile, per una donna, amare due uomini contemporaneamente?
è possibile che l'amore e l'amicizia siano più forti di ogni avversità?
Il rapporto tra Tommaso e Xavier è sempre ambiguo, difficile. La rivalità tra i due esiste, è palpabile: ma può l'amore fraterno essere più forte della rivalità, del tradimento? Può soffocare l'odio sul nascere? Possono due persone così unite vivere una senza l'altra?
L'epilogo è commovente, mozzafiato, e per nulla scontato, anche se - riflettendoci - è l'unico davvero possibile.
Il romanzo è scritto bene, con una cifra stilistica chiara e riconoscibile: l'autore è in grado di padroneggiare linguaggi diversi, e quello ossessivo e martellante che usa quando ci troviamo dentro la testa di Tommaso è magistrale. Non vi è niente di insufficiente in questo romanzo: tutto è sviscerato con precisione, e arrivare all'ultima pagina ti lascia un senso di vuoto e tante domande: questo, per me, è quello che deve darti un buon libro.
Un piccolo difetto, a parer mio,esiste: è leggermente troppo lungo. Qualche pagina in meno l'avrebbe reso ancora più incisivo.
Piccola chiosa: ho parlato di "cifra stilistica chiara e riconoscibile". Anche il primo romanzo appartenente alla collana Letteratura italiana sommersa, La scomparsa di Massimiliano Arlt, era così: particolare, insolito, non scontato, non accostabile ai troppi - purtroppo - esordi tutti simili che spesso ricevo in lettura. E il merito è tutto di Ellera Edizioni, che per adesso mi sembra che sappia scegliere molto bene.
Una storia affascinante e piena di pathos che ci porta per mano nel mondo della musica classica e nella mente di un giovane prodigio, tra Milano, Parigi e New York.
La mia musica nel silenzio è il secondo romanzo appartenente alla collana Letteratura italiana sommersa della giovane casa editrice Ellera Edizioni.
Il romanzo racconta la storia della grande amicizia tra Tommaso e Xavier e l'ascesa di Tommaso che si trova, quasi senza accorgersene, a essere uno dei violinisti più famosi del mondo.
Si potrebbe parlare di romanzo di formazione, ma mi trattengo. Sia perché rifuggo le etichette, sia perché La mia musica nel silenzio non è solo, e non esattamente, questo. Assistiamo, sicuramente, alla crescita dei due personaggi principali, ma in un certo senso a maturare in maniera attiva, consapevole, è solo Xavier: Tommaso sembra lasciarsi vivere. A proposito di Tommaso, mi viene spontaneo usare un'espressione di Chiara Gamberale che amo molto: egli vive sottovuoto. Come se fosse, costantemente, in balia degli eventi, incapace di decidere, di pensare, di esprimere il proprio parere o anche solo di averne uno, sempre sull'orlo della depressione.
Anche per quanto riguarda il suo rapporto con la musica, la consapevolezza di cosa significhi per lui il violino sembra arrivare tardi.
Tommaso è conscio di non essere un ragazzo come gli altri, di non poter avere una vita normale, e forse non la vuole nemmeno. Io, che spesso mi accorgo di trascorrere giornate intere sottovuoto, mi sono spesso interrogata nel corso della lettura su cosa sia la normalità, se esista davvero.
Il romanzo prende un'altra piega quando Tommaso conosce Marianne, la compagna di Xavier: non voglio addentrarmi troppo nell'analisi, il rischio di fare spoiler è davvero alto. Posso solo dire che oltre al tema della musica, e dell'amicizia, in questo romanzo è affrontato un argomento interessante: è possibile, per una donna, amare due uomini contemporaneamente?
è possibile che l'amore e l'amicizia siano più forti di ogni avversità?
Il rapporto tra Tommaso e Xavier è sempre ambiguo, difficile. La rivalità tra i due esiste, è palpabile: ma può l'amore fraterno essere più forte della rivalità, del tradimento? Può soffocare l'odio sul nascere? Possono due persone così unite vivere una senza l'altra?
L'epilogo è commovente, mozzafiato, e per nulla scontato, anche se - riflettendoci - è l'unico davvero possibile.
Il romanzo è scritto bene, con una cifra stilistica chiara e riconoscibile: l'autore è in grado di padroneggiare linguaggi diversi, e quello ossessivo e martellante che usa quando ci troviamo dentro la testa di Tommaso è magistrale. Non vi è niente di insufficiente in questo romanzo: tutto è sviscerato con precisione, e arrivare all'ultima pagina ti lascia un senso di vuoto e tante domande: questo, per me, è quello che deve darti un buon libro.
Un piccolo difetto, a parer mio,esiste: è leggermente troppo lungo. Qualche pagina in meno l'avrebbe reso ancora più incisivo.
Piccola chiosa: ho parlato di "cifra stilistica chiara e riconoscibile". Anche il primo romanzo appartenente alla collana Letteratura italiana sommersa, La scomparsa di Massimiliano Arlt, era così: particolare, insolito, non scontato, non accostabile ai troppi - purtroppo - esordi tutti simili che spesso ricevo in lettura. E il merito è tutto di Ellera Edizioni, che per adesso mi sembra che sappia scegliere molto bene.
martedì 2 settembre 2014
Presentazione: "Il cuore di Quetzal" di Gianluca Malato - Nativi Digitali Edizioni
Uscirà domani il nuovo ebook di Nativi Digitali Edizioni.
Di seguito le informazioni
TRAMA: Baltak è un mercenario freddo e riservato, che vaga per le terre di Midgard accettando i lavori più pericolosi e cruenti. Una missione in particolare, la ricerca del dio Quetzal, la cui scomparsa sta causando una guerra tra umani e giganti, lo porta sulle tracce della Terra delle Nebbie, dominata dal malvagio Loki e dal suo seguace Regas. L’avventura di Baltak, tra scontri di magia, indagini, tradimenti e trappole, rivelerà progressivamente il mistero dietro il cupo mercenario: perché padroneggia le rune, poteri tipici dei druidi, e di chi è la voce di tenebra che lo accompagna e lo tormenta continuamente?
Ancora Il Cuore di Quetzal, romanzo fantasy con sfumature sword and sorcery di Gianluca Malato, autore de Il Golem, raccoglie a piene mani personaggi, suggestioni e tematiche dei miti nordici per raccontare da una parte una storia di guerra, complotti e macchinazioni, tra dei e uomini, tra sete di potere e virtù, e dall’altra quella di Baltak, un antieroe che cela dietro la sua immagine burbera e scontrosa un terribile dramma e un disperato desiderio di vendetta. Quale sarà il destino del cuore di Quetzal e del mercenario?
Per maggiori informazioni, acquistare il romanzo, scaricare un estratto gratuito potete andare qui
L'AUTORE: Gianluca Malato è nato a Erice nel 1986. Scrive per diletto sin dall’età di 16 anni, scrivendo
romanzi brevi e racconti di genere fantastico pubblicati in vari siti Internet specializzati.
Nel 2008 entra a far parte della redazione del giornale online Fantascienza.com, per il quale scrive notizie sul mondo del cinema e articoli di divulgazione scientifica. Ha inoltre collaborato come redattore con il portale Silenzio-In-Sala.com, con la rivista Fantasy Magazine e con il blog Ossblog.it.
Trasferitosi a Roma, si laurea in Fisica Teorica con indirizzo Meccanica Statistica dei Sistemi Complessi presso l’Università “La Sapienza”, trovando successivamente lavoro nel settore informatico.
Nel 2014 ripropone il suo primo romanzo, Il Golem, in una seconda edizione pubblicata con la formula del self-publishing. Nello stesso anno la rivista Fantasy Magazine pubblica il suo racconto di genere sword and sorcery Razziatori di tombe, ambientato nello stesso contesto fantasy del romanzo Il cuore di Quetzal, sempre del 2014 ed edito da Nativi Digitali Edizioni.
http://www.gianlucamalato.it: www.gianlucamalato.it
Indirizzo e-mail: gianluca@gianlucamalato.it
venerdì 8 agosto 2014
A proposito di... "La melodia di Vienna" - Ernst Lothar
TRAMA (da Edizioni e/o): Tutti a Vienna sanno chi abita al numero 10 di Seilerstatte. Christopher Alt, patriarca della famiglia, è un fabbricante di pianoforti, i migliori che Vienna, l’Austria e forse il mondo abbiano mai visto, sui cui tasti hanno preso vita le melodie di Mozart e Haydn, Beethoven e altri ancora. Alla sua morte, animato dalla volontà di tenere uniti i figli, lascerà un testamento in cui darà ordine ai discendenti di abitare nella grande casa di famiglia, pena la perdita dell’eredità. Come in ogni casata aristocratica che si rispetti, nelle stanze del loro palazzo sfilerà la storia: intrighi alla corte di Francesco Giuseppe, un erede al trono si innamorerà di Henriette che dovrà sopportare il peso sulla coscienza del suo suicidio, tradimenti, figli illegittimi ma amatissimi, figli legittimi ma assolutamente detestati, passioni brucianti e relazioni di ghiaccio, guerre (la prima guerra mondiale, le prime marce della seconda), l’avvento del nazismo e ancora duelli e vocazioni, speranze e rimorsi. Tre generazioni si succederanno, dal 1888 al 1945, al numero 10 di Seilerstatte, testimoni privilegiati di un’Europa al culmine dello splendore e della decadenza.
Ho scaricato La melodia di Vienna per caso: sul gruppo Facebook che seguo era stato segnalato che l'ebook si trovava in offerta, e in proposito un'amica ha detto una frase per me "magica", ossia che questo romanzo le aveva ricordato I Buddenbrook.
La melodia di Vienna racconta le vicende della famiglia Alt tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento: in mezzo, le due guerre, i mutamenti sociali e la decadenza della famiglia Asburgo.
Come scrive l'autore, a parte gli avvenimenti storici, tutto cioè che è narrato è frutto dell'immaginazione: "la casa d'angolo in Seilerstatte 10 e i suoi abitanti; gli accadimenti di quella stessa famiglia che si riflettono sul mondo esterno: troppi per un'unica casa; troppo fatali per un'unica famiglia; troppo predeterminati per obbedire alla casualità romanzesca, ma volutamente concatenati in modo così esplicito per ottenere non una realtà fantastica calata nella forma di romanzo, ma un romanzo in cui si specchiasse un tragico destino che si fa beffe dell'inverosimiglianza" (edizione Kindle, pos. 8569).
Non alle spalle, non sullo sfondo, ma dentro, insieme alla storia della famiglia Alt, scorre la Storia dell'Austria e dell'Europa. Si tratta di eventi che segnano nel profondo la società, che ci vengono qui presentati attraverso una lente diversa dal solito, e che scalfiscono la vita della famiglia, modificandone le abitudini, incidendo soprattutto sui più giovani, che faticheranno a leggere l'avvento del Nazismo, mentre gli anziani cercano di resistere, di non abbandonare costumi propri di una realtà che va scomparendo.
L'autore, nel 1944, consegna al pubblico un'opera che è la testimonianza di un Paese che in quel momento non esiste più, un ritratto in chiaroscuro dell'Austria, privo di buonismi, denso di lucidità.
I personaggi "servono" a Lothar per costruire questo affresco, ma non per questo sono meno veri, meno umani, poco caratterizzati. Ognuno di loro è portatore di umanissime debolezza e virtù, di insoddisfazioni, di rimpianti, e vive nella convinzione di saper superare le convenzioni sociali e la propria epoca rimanendo invece inesorabilmente ancorato ad essi, senza mai smettere di lottare per i propri ideali, giusti o sbagliati che siano, e per gli altri.
Ed è proprio chi lotta con più tenacia a rimanere vittima del cambiamento, soccombendo di fronte alla cattiveria, alla follia. Penso a Selma, il personaggio più moderno di tutto il romanzo, ma anche a Henriette, che vive nel rimpianto per tutta la vita e solo alla fine capisce che si può amare anche senza saperlo, e muore per difendere il suo privato, la testimonianza dei suoi sentimenti.
Henriette è la figura intorno alla quale ruota tutto il romanzo, che vive fin dall'inizio nel dolore, sacrificandosi per i figli, pensando continuamente a ciò che poteva essere e non è stato, e rimane immobile mentre il suo mondo scompare.
E il suo figlio maggiore, Hans, ne sembra sempre l'ombra, e si riscatta solo nell'ultima parte del romanzo. E proprio per questo che il finale suona - ai miei occhi - colmo di speranza, al di là della sconfitta e della morte.
Come sempre, le mie sono interpretazioni. Invito chi volesse, dopo la lettura, confrontarsi con me, a scrivermi.
Ho scaricato La melodia di Vienna per caso: sul gruppo Facebook che seguo era stato segnalato che l'ebook si trovava in offerta, e in proposito un'amica ha detto una frase per me "magica", ossia che questo romanzo le aveva ricordato I Buddenbrook.
La melodia di Vienna racconta le vicende della famiglia Alt tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento: in mezzo, le due guerre, i mutamenti sociali e la decadenza della famiglia Asburgo.
Come scrive l'autore, a parte gli avvenimenti storici, tutto cioè che è narrato è frutto dell'immaginazione: "la casa d'angolo in Seilerstatte 10 e i suoi abitanti; gli accadimenti di quella stessa famiglia che si riflettono sul mondo esterno: troppi per un'unica casa; troppo fatali per un'unica famiglia; troppo predeterminati per obbedire alla casualità romanzesca, ma volutamente concatenati in modo così esplicito per ottenere non una realtà fantastica calata nella forma di romanzo, ma un romanzo in cui si specchiasse un tragico destino che si fa beffe dell'inverosimiglianza" (edizione Kindle, pos. 8569).
Non alle spalle, non sullo sfondo, ma dentro, insieme alla storia della famiglia Alt, scorre la Storia dell'Austria e dell'Europa. Si tratta di eventi che segnano nel profondo la società, che ci vengono qui presentati attraverso una lente diversa dal solito, e che scalfiscono la vita della famiglia, modificandone le abitudini, incidendo soprattutto sui più giovani, che faticheranno a leggere l'avvento del Nazismo, mentre gli anziani cercano di resistere, di non abbandonare costumi propri di una realtà che va scomparendo.
L'autore, nel 1944, consegna al pubblico un'opera che è la testimonianza di un Paese che in quel momento non esiste più, un ritratto in chiaroscuro dell'Austria, privo di buonismi, denso di lucidità.
I personaggi "servono" a Lothar per costruire questo affresco, ma non per questo sono meno veri, meno umani, poco caratterizzati. Ognuno di loro è portatore di umanissime debolezza e virtù, di insoddisfazioni, di rimpianti, e vive nella convinzione di saper superare le convenzioni sociali e la propria epoca rimanendo invece inesorabilmente ancorato ad essi, senza mai smettere di lottare per i propri ideali, giusti o sbagliati che siano, e per gli altri.
Ed è proprio chi lotta con più tenacia a rimanere vittima del cambiamento, soccombendo di fronte alla cattiveria, alla follia. Penso a Selma, il personaggio più moderno di tutto il romanzo, ma anche a Henriette, che vive nel rimpianto per tutta la vita e solo alla fine capisce che si può amare anche senza saperlo, e muore per difendere il suo privato, la testimonianza dei suoi sentimenti.
Henriette è la figura intorno alla quale ruota tutto il romanzo, che vive fin dall'inizio nel dolore, sacrificandosi per i figli, pensando continuamente a ciò che poteva essere e non è stato, e rimane immobile mentre il suo mondo scompare.
E il suo figlio maggiore, Hans, ne sembra sempre l'ombra, e si riscatta solo nell'ultima parte del romanzo. E proprio per questo che il finale suona - ai miei occhi - colmo di speranza, al di là della sconfitta e della morte.
Come sempre, le mie sono interpretazioni. Invito chi volesse, dopo la lettura, confrontarsi con me, a scrivermi.
mercoledì 9 luglio 2014
A proposito di... "Sonata a Kreutzer" - L. Tolstoj
Sonata a Kreutzer è stato l'ultimo libro letto per intero prima di laurearmi, quindi penso basterà questo a farlo entrare a pieno diritto nell'Olimpo degli "indimenticabili".
Con Tolstoj avevo un conto aperto da diversi anni: per tre volte ho provato a leggere Anna Karenina, e per tre volte ho mollato la presa circa a pagina 200. Recentemente, su uno dei gruppi Facebook dedicati alla lettura di cui faccio parte, è stata postata una bella recensione di questo racconto - romanzo breve.
Con Tolstoj avevo un conto aperto da diversi anni: per tre volte ho provato a leggere Anna Karenina, e per tre volte ho mollato la presa circa a pagina 200. Recentemente, su uno dei gruppi Facebook dedicati alla lettura di cui faccio parte, è stata postata una bella recensione di questo racconto - romanzo breve.
Sarò sincera: mi sono lasciata attirare proprio dallo scarso numero di pagine. Volevo riprovare ad avvicinarmi all'autore senza impegnarmi in maniera eccessiva: quando si legge un romanzo breve, è più facile affrontare le parti complesse, o noiose, o che non ci interessano. Se invece il romanzo è molto lungo, ci si scoraggia più facilmente. Per questo ho abbandonato Viaggio al termine della notte: pur piacendomi, era una lettura troppo complicata e inadatta a questo momento, e l'idea di dover proseguire ancora per 400 pagine a quel ritmo mi era insostenibile.
Con Sonata a Kreutzer non ho avuto nessuna difficoltà, nessun tentennamento, anzi. Sono andata avanti con piacere (sul Kindle nuovo!) per due sere di seguito. Credo che la trama sia nota a tutti (altrimenti c'è wikipedia, oggi sono pigra): per quanto, sicuramente, le tesi sostenute da Tolstoj sull'amore / sesso siano discutibili e oggi inaccettabili, il racconto offre tantissimi spunti di riflessione.
Le osservazioni di Tolstoj sulle difficoltà del rapporto coniugale, le parole con cui Pozdnyšev racconta i litigi con la moglie e soprattutto la difficoltà a comunicare sono, a mio parere, estremamente attuali.
E' facilissimo (per chi ha vissuto situazioni conflittuali? per tutti?) vedere quello che Pozdnyšev sta descrivendo, sentire la sua frustrazione, comprendere il suo stato d'animo.
Fantastica l'ambientazione, il treno silenzioso, nella notte, in cui Pozdnyšev lascia fluire le parole, racconta la sua disgrazia, l'omicidio, che solo alla fine appare come colpa e non come ineluttabile.
Dopo l'ultima pagina della Postilla di Sonata a Kreutzer, ho scaricato subito pressoché tutti i romanzi brevi di Tolstoj: ora sto leggendo Felicità familiare. Arriverà il momento di Guerra e Pace?.
sabato 28 giugno 2014
Recensione: "Risky Lovin': tutto quello che non so di te" - Emily Susan Bell
Risky Lovin' racconta le vicende di Emma, giovane madre separata con due figli che, dopo aver perso il lavoro, si trova a doverne cercare un altro, che si rivela diverso da come si era immaginata.Nel frattempo intreccia una relazione prima con un uomo e poi con un altro, ma entrambi nascondono qualcosa...
Risky lovin' è il primo romanzo di Emily Susan Bell, e precede Class Reunion. Esattamente come un altro romanzo della stessa autrice - che non menziono perché è stato pubblicato con il suo vero nome - Risky Lovin' ha il sapore di una prima prova, un tentativo, un modo per "prendere le misure" del genere.
Esattamente come Class Reunion, questo romanzo è scritto bene, con uno stile leggero ma mai banale; nonostante la narrazione sia in prima persona traspare una grande ironia mediante la quale è trattata la protagonista, che potrebbe suscitare disprezzo o antipatia, ma si salva proprio per la lente grazie alla quale la osserviamo.
Il difetto di questa prima "chick lit" dell'autrice è, sicuramente, la trama. Per quanto nessun rosa sia, a parer mio, credibile e verosimile, questo è decisamente troppo fantasioso, e rende difficile "sognare". Eh sì, perché capita spesso che leggendo un romanzo simile ci si immedesimi e si sogni il grande amore, proprio quello che sta accadendo all'autrice, ma qui siamo troppo al di là del possibile. La prima parte è divertente e scorrevole, ma la seconda, purtroppo, diventa un po' "eccessiva" e il finale l'ho trovato un filo affrettato.
Ad ogni modo, dal momento che a Risky Lovin' è già seguito un nuovo libro, privo del difetto citato, possiamo dire che l'autrice sta già facendo progressi, e merita la nostra attenzione!
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venerdì 27 giugno 2014
Presentazione: "La cattedrale dei pagliacci" - Adriano Petta
Piccolo post per presentare la nuova pubblicazione curata da Edizioni di Karta - Rotfuchs Ltd.
Il romanzo, parte della collana Kaleidoscopio, è La cattedrale dei pagliacci, di Adriano Petta, studioso di storia della scienza e storia medioevale.
Traduce dal castigliano e collabora con Il Manifesto, dove pubblica alcuni articoli di interesse storico, e con La Rinascita della Sinistra.
La sua trilogia (“Ipazia, vita e sogni di una scienziata del IV secolo” a cui si è liberamente ispirato Amenábar per il film “Agora”, “Eresia pura”, “Roghi fatui” – La Lepre Edizioni) e “Assiotea, la donna che sfidò Platone e l’Accademia” – Stampa Alternativa, sono dedicati a figure storiche che si sono battute per la libertà di pensiero e approfondiscono la tematica del conflitto tra ragione e religione.
La cattedrale dei pagliacci è un noir ambientato a Roma, della quale descrive l'arroganza, la corruzione, l'ambiguità e lo splendore. Protagonista è il commissario Daniele Villardo, che indagherà su un caso particolare: qualcuno sta uccidendo i più noti scrittori di Roma.
L'ebook sarà disponibile dal 30 giugno sul sito della casa editrice.
Il romanzo, parte della collana Kaleidoscopio, è La cattedrale dei pagliacci, di Adriano Petta, studioso di storia della scienza e storia medioevale.
Traduce dal castigliano e collabora con Il Manifesto, dove pubblica alcuni articoli di interesse storico, e con La Rinascita della Sinistra.
La sua trilogia (“Ipazia, vita e sogni di una scienziata del IV secolo” a cui si è liberamente ispirato Amenábar per il film “Agora”, “Eresia pura”, “Roghi fatui” – La Lepre Edizioni) e “Assiotea, la donna che sfidò Platone e l’Accademia” – Stampa Alternativa, sono dedicati a figure storiche che si sono battute per la libertà di pensiero e approfondiscono la tematica del conflitto tra ragione e religione.
La cattedrale dei pagliacci è un noir ambientato a Roma, della quale descrive l'arroganza, la corruzione, l'ambiguità e lo splendore. Protagonista è il commissario Daniele Villardo, che indagherà su un caso particolare: qualcuno sta uccidendo i più noti scrittori di Roma.
L'ebook sarà disponibile dal 30 giugno sul sito della casa editrice.
giovedì 19 giugno 2014
Presentazione: "Una madre adottata" - Tiziana Colli - Nativi Digitali Edizioni
Presentazione del nuovo libro della casa editrice digitale Nativi Digitali Edizioni.
Il romanzo è uscito ieri, lo potete acquistare partendo da qui.
Il romanzo è uscito ieri, lo potete acquistare partendo da qui.
Sinossi: Una Madre Adottata è la vera storia dell’adozione di Sara dal Madagascar, raccontata attraverso le parole della mamma Tiziana.
L’intricato percorso dell’adozione è stato rielaborato vent’anni dopo, in tutte le sue tappe: le complicazioni burocratiche, l’ansia dei diciotto mesi di attesa, l’emozione dell’incontro con la figlia all’aeroporto di Tananarivo, le difficoltà ma anche le gioie dei primi giorni in Italia.
Una testimonianza che mantiene inalterata la freschezza emotiva degli eventi, una lettura semplice eppure commovente, consigliata a chiunque voglia capire cosa significhi davvero adottare un figlio.
L'autrice: Tiziana Colli vive e lavora a Bologna. Una Madre Adottata, pubblicato originariamente da “d.u.press”, è la storia dell’adozione di sua figlia Sara, dal Madagascar. A distanza di vent’anni, gli appunti di quei giorni si sono dipanati in una trama affettiva intensissima, mantenendo inalterata la freschezza emotiva commovente di quei giorni. Alcuni anni dopo il libro, non più disponibile in formato cartaceo, è stato convertito come e-book da Nativi Digitali Edizioni.
lunedì 16 giugno 2014
Recensione: "La scomparsa di Massimiliano Arlt" - Primo Canu
TRAMA (da Ellera edizioni): Massimiliano Arlt è un ragazzo disperatamente vitale, pieno di tormentose curiosità e di inconcludente intelligenza. In occasione della morte del padre si trova improvvisamente a dover far fronte alla difficile gestione della famiglia, dell’economia domestica, del proprio futuro e di un amore, forse il primo autentico. Proprio durante il funerale del genitore si vede avvicinato da un personaggio appartenente al lontano passato della famiglia, che lo mette in crisi con una proposta strana e inquietante. Il libro racconta delle vicende – d’amore, di pericolo, d’amicizia e di volontà di una nuova vita – che seguono a questo incontro dagli esiti inaspettati, fino alla definitiva scomparsa del ragazzo.
Un’opera prima potente e coinvolgente, sostenuta da una scrittura di alto livello, che inaugura la collana dedicata agli scrittori esordienti di Ellera Edizioni.
Un’opera prima potente e coinvolgente, sostenuta da una scrittura di alto livello, che inaugura la collana dedicata agli scrittori esordienti di Ellera Edizioni.
Solitamente, quando devo recensire un libro per conto di un editore, o dello stesso autore, cerco sempre di leggerlo con la "matita in mano", ossia soffermandomi a fare note, a evidenziare, a segnarmi qualcosa che mi colpisce particolarmente o proprio non mi convince.
Questa volta non è stato possibile: La scomparsa di Massimiliano Arlt è un libro che chiede di essere letto tutto d'un fiato, lasciando che le riflessioni e le emozioni scorrano libere, a contatto con le parole.
Volendo usare una metafora, potremmo dire che la trama di Massimiliano Arlt è come un grande acquerello: tante sfumature, ma contorni poco netti. Il finale rimane aperto, e anche tanti degli altri avvenimenti che si succedono sono abbozzati, non precisi. Quello che invece è perfettamente cesellato, e si sposa perfettamente con una trama così liquida è lo stile, che come credo sappiano i miei lettori è, per me, tra le cose più importanti.
Il romanzo è diviso in tre parti: nella prima sono raccontati l'infanzia di Massimiliano e il suo difficile rapporto col padre. A un capitolo per così dire narrativo ne corrisponde uno più introspettivo, in cui sono riprodotti i dialoghi di Max con l'analista. Nella seconda parte, il ritmo si fa più accelerato e vagamente angosciante, mentre nella terza assistiamo a una parziale risoluzione delle vicende e alla rinascita di Massimiliano, o alla scomparsa.
Il romanzo cattura perché Massimiliano potremmo essere tutti noi. Noi che leggiamo, che vogliamo vedere più in là, che non ci accontentiamo delle apparenze, che ci sentiamo diversi e vorremmo tanto riuscire a essere normali. E ancora una volta, come sempre, a farci sentire normali può essere solo l'amore.
Vero punto di forza di questo romanzo è lo stile. Particolare, atipico, potentemente evocativo. Canu raccontandoci una storia contemporanea, ci immerge in un'atmosfera d'altri tempi, che ricorda (a me) un po' Il gattopardo e un po' Mario Soldati. Il linguaggio è complesso ma mai ridondante, solo in un caso un'espressione pleonastica mi ha leggermente disturbata.
Insomma, se la Letteratura italiana sommersa è questa direi che mi piace.
Negli ultimi mesi, ho letto diversi romanzi d'esordio. Credo che il difficile sia distaccarsi dalle solite trame, e scrivere qualcosa di veramente nuovo, originale ma serio, curato, ben scritto. La scomparsa di Massimiliano Arlt è così. Consigliatissimo.
martedì 10 giugno 2014
Presentazione: Konténdi - Karta Edizioni
Emergo dalla furia "correttrice" della tesi per presentarvi l'ultimo progetto di Rotfuchs - Karta Edizioni.
Konténdi è una parola sarda che significa raccontando: il progetto, avviato dalla casa editrice in collaborazione con alcuni autori, mira a offrire letture brevi ma di qualità; è stato presentato adesso nella convinzione, da me condivisa, che l'estate sia il periodo in cui maggiormente si desidera leggere.
I vari racconti sono accessibili da PC o da tablet in forma assolutamente gratuita, li trovate qui.
In futuro il sito sarà accessibile attraverso tutti i device, ancora più orientato al lettore grazie all’utilizzo di web app dedicate e alla possibilità di scaricare in epub i racconti.
Konténdi nasce dal tentativo di raccogliere lo spirito delle vecchie riviste letterarie, un po’ come i pulp magazine Weird Tales o Black Mask.
Il fine è quello di promuovere tecniche narrative nuove, principalmente sulla forma del racconto, e gratuite.
Il meccanismo di accesso a Konténdi prevede che ciascun scrittore aderente sia invitato da almeno uno degli scrittori già all’interno del circuito. Inoltre ciascuno di essi deve avere all’attivo almeno la pubblicazione di un libro, cartaceo o digitale, purché non sia stato pubblicato con un editore a pagamento.
Per maggio informazioni potete leggere qui.
Konténdi è una parola sarda che significa raccontando: il progetto, avviato dalla casa editrice in collaborazione con alcuni autori, mira a offrire letture brevi ma di qualità; è stato presentato adesso nella convinzione, da me condivisa, che l'estate sia il periodo in cui maggiormente si desidera leggere.
I vari racconti sono accessibili da PC o da tablet in forma assolutamente gratuita, li trovate qui.
In futuro il sito sarà accessibile attraverso tutti i device, ancora più orientato al lettore grazie all’utilizzo di web app dedicate e alla possibilità di scaricare in epub i racconti.
Konténdi nasce dal tentativo di raccogliere lo spirito delle vecchie riviste letterarie, un po’ come i pulp magazine Weird Tales o Black Mask.
Il fine è quello di promuovere tecniche narrative nuove, principalmente sulla forma del racconto, e gratuite.
Il meccanismo di accesso a Konténdi prevede che ciascun scrittore aderente sia invitato da almeno uno degli scrittori già all’interno del circuito. Inoltre ciascuno di essi deve avere all’attivo almeno la pubblicazione di un libro, cartaceo o digitale, purché non sia stato pubblicato con un editore a pagamento.
Per maggio informazioni potete leggere qui.
sabato 17 maggio 2014
Ellera Edizioni
Post anomalo, quello di oggi.
Invece di pubblicizzare una prossima uscita, o un romanzo "in lista", voglio presentare direttamente una casa editrice.
A scanso di equivoci, ricordo a tutti i lettori di Scusate, devo andare a leggere, che con gioia vedo crescere continuamente, che il blog è indipendente. Ricevo, e pubblico, comunicati stampa dalle case editrici, come ricevo - da editori o da autori indipendenti - e recensisco per voi le uscite più recenti, ma il tutto a titolo assolutamente gratuito.
Di conseguenza, pubblicizzo su queste pagine solo i progetti che credo meritino attenzione e appoggio, e se ricevo romanzi che non mi piacciono lo scrivo...
Fatta questa premessa, veniamo all'oggetto del post, che è la Ellera Edizioni, casa editrice nata alla fine del 2013 e specializzata nella pubblicazione di libri digitali.
Ellera Edizioni crede - come la sottoscritta, ed è per questo che sto scrivendo questo post - che l'ebook non vada visto come un antagonista del libro tradizionale, ma che anzi debba affiancarlo. Altro punto fermo è la convinzione che l'editore debba pubblicare solo ciò che gradisce leggere: attualmente Ellera Edizioni sta percorrendo una strada a "due corsie".
Da una parte, si dedica alla pubblicazione in formato digitale di quei classici (o quasi) della letteratura italiana ritenuti ancora attuali e utili alla comprensione del mondo di oggi, e dall'altra si occupa di esordienti (o quasi), coi quali condivide una linea di pensiero.
Della prima linea fanno parte, ad oggi, i classici della Scapigliatura, nella convinzione che l'esperienza di questi autori possa dare oggi un'indicazione, mostrare come vivere questi anni di crisi.
Con gli esordienti intendono invece creare un rapporto duraturo, scommettendo sulla loro crescita: si tratta, in definitiva, di un editore che si propone di avere una forte personalità e riconoscibilità.
Non ci sarebbe bisogno di dirlo, "in un mondo perfetto", come mi ha scritto Francesco Margstahler della Ellera, ma agli autori esordienti NON è richiesto alcun contributo per pubblicare.
Obiettivo della Ellera Edizioni è quello di fare cultura attraverso gli ebook, creando prodotti che possano "fare catalogo", dedicando attenzione alla cura editoriale.
Attualmente mi hanno gentilmente offerto da leggere La scomparsa di Massimiliano Arlt dell'esordiente Primo Canu: come credo sappiate, tra letture condivise, Leggere a Colori, collaborazioni con esordienti vado abbastanza a rilento con le letture, ma prima o poi arriverà anche la recensione di questo romanzo!
Gli ebook di Ellera Edizioni li trovate presso tutti i grandi rivenditori.
Ho fatto un piccolo giro esplorativo e mi sembra meriti attenzione anche il blog della casa editrice. L'ebook che hanno inoltrato a me sembra davvero curato nei dettagli.
Invece di pubblicizzare una prossima uscita, o un romanzo "in lista", voglio presentare direttamente una casa editrice.
A scanso di equivoci, ricordo a tutti i lettori di Scusate, devo andare a leggere, che con gioia vedo crescere continuamente, che il blog è indipendente. Ricevo, e pubblico, comunicati stampa dalle case editrici, come ricevo - da editori o da autori indipendenti - e recensisco per voi le uscite più recenti, ma il tutto a titolo assolutamente gratuito.
Di conseguenza, pubblicizzo su queste pagine solo i progetti che credo meritino attenzione e appoggio, e se ricevo romanzi che non mi piacciono lo scrivo...
Fatta questa premessa, veniamo all'oggetto del post, che è la Ellera Edizioni, casa editrice nata alla fine del 2013 e specializzata nella pubblicazione di libri digitali.Ellera Edizioni crede - come la sottoscritta, ed è per questo che sto scrivendo questo post - che l'ebook non vada visto come un antagonista del libro tradizionale, ma che anzi debba affiancarlo. Altro punto fermo è la convinzione che l'editore debba pubblicare solo ciò che gradisce leggere: attualmente Ellera Edizioni sta percorrendo una strada a "due corsie".
Da una parte, si dedica alla pubblicazione in formato digitale di quei classici (o quasi) della letteratura italiana ritenuti ancora attuali e utili alla comprensione del mondo di oggi, e dall'altra si occupa di esordienti (o quasi), coi quali condivide una linea di pensiero.
Della prima linea fanno parte, ad oggi, i classici della Scapigliatura, nella convinzione che l'esperienza di questi autori possa dare oggi un'indicazione, mostrare come vivere questi anni di crisi.
Con gli esordienti intendono invece creare un rapporto duraturo, scommettendo sulla loro crescita: si tratta, in definitiva, di un editore che si propone di avere una forte personalità e riconoscibilità.
Non ci sarebbe bisogno di dirlo, "in un mondo perfetto", come mi ha scritto Francesco Margstahler della Ellera, ma agli autori esordienti NON è richiesto alcun contributo per pubblicare.
Attualmente mi hanno gentilmente offerto da leggere La scomparsa di Massimiliano Arlt dell'esordiente Primo Canu: come credo sappiate, tra letture condivise, Leggere a Colori, collaborazioni con esordienti vado abbastanza a rilento con le letture, ma prima o poi arriverà anche la recensione di questo romanzo!
Gli ebook di Ellera Edizioni li trovate presso tutti i grandi rivenditori.
Ho fatto un piccolo giro esplorativo e mi sembra meriti attenzione anche il blog della casa editrice. L'ebook che hanno inoltrato a me sembra davvero curato nei dettagli.
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