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martedì 3 novembre 2015

Leggendo e guardando

Sandro Botticelli, La Madonna del Magnificat
"Amava ancora in realtà vedere in sua moglie un Botticelli. Odette, che invece cercava non di mettere in risalto, ma compensare e nascondere ciò che in lei non le piaceva, ciò che forse per un artista era la sua personalità, ma che come donna considerava alla stregua di difetti, non voleva sentir parlare di questo pittore. Swann possedeva una meravigliosa sciarpa orientale, blu e rosa, che aveva acquistato perché era esattamente quella della Vergine del Magnificat. Ma Madame Swann non voleva portarla; una volta sola permise a suo marito di ordinare un abito tempestato di margheritine, di fiordalisi, miosotis e campanule sul genere di quella della Primavera del quadro botticelliano.
Sandro Botticelli, Primavera, particolare di Flora




A volte, la sera, quando era stanca, Swann mi
faceva notare, a bassa voce, come Odette, senza accorgersene, dava alle sue mani pensose il tormento delicato, un po' tormentato della Vergine che intinge la penna nel calamaio che l'Angelo le tende prima di scrivere sul libro sacro dove è già tracciata la parola Magnificat"

M. Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore, BUR, pp. 218-219

domenica 13 aprile 2014

A proposito di ... "Dalla parte di Swann"

Ieri, dopo poco meno di due settimane, sono arrivata all'ultima pagina di Dalla parte di Swann, il primo dei sette libri di cui si compone Alla ricerca del tempo perduto. Il primo in assoluto, e per me. Mi spiego meglio: parecchie mie conoscenze si sono fermate a Swann; per me non sarà così. Non so ancora dire se arriverò a Il tempo ritrovato, ma di certo non mi fermo qui. Però, la lettura di Proust credo subirà un arresto, per ora. Siamo quasi alla fine della tesi, che diventa sempre più impegnativa, e io sono abbastanza stanca. Mi dedicherò a letture più leggere, e veloci. Il che significa anche più recensioni: state connessi!
Riprenderò magari dopo l'estate, nella mia nuova casetta in Germania, nella mia nuova vita.
Tornando a Proust... a casa possiedo il volume unico Newton Compton, e nella fisica impossibilità di reggere quel macigno ho deciso di scaricare Dalla parte di Swann sul Kindle. All'inizio mi spiaceva un pochino non affrontare una lettura così complessa su un cartaceo, ma alla fine sono stata felicissima della scelta. La possibilità di evidenziare, annotare, condividere ha reso la lettura ancora più attenta e concentrata. 

Mi dispiace di aver rimandato per tanto tempo questa lettura, davvero: sono sempre stata frenata dai giudizi esterni, e dal fatto che.. beh, insomma, sono sette tomi. Eppure, non è stato tanto difficile. Oddio, i libri leggeri e scorrevoli sono altri, ma non l'ho trovato eccessivamente pesante. è sicuramente una scrittura che viene incontro al mio gusto personale. La narrazione in prima persona, lo scandaglio dell'animo umano, la messa a nudo delle paure e delle nevrosi mi catturano sempre con forza. Il rapporto del narratore con la madre, i personaggi della famiglia, la paura di non riuscire ad addormentarsi, le riflessioni sulla letteratura, sulla lettura e sulla scrittura mi hanno avvinta, conquistata. Mi sono riconosciuta in tantissimi passaggi, in miliardi di riflessioni. Delle tre parti di cui si compone il volume, quella che in definitiva ho apprezzato meno è Un amore di Swann: anche lì sono descritti e analizzati i sentimenti di Swann e il suo rapporto con l'orribile Odette, anche lì ci si riconosce, si capiscono i sentimenti di lui o si vorrebbe pigliarlo a calci ma... la carica suscita-paranoia è meno elevata, e allora... mi piglia meno!.
L'ambientazione, invece, l'ho apprezzata sempre: sia quando si parla di Combray, sia quando si parla di Parigi. Dalle pagine (del Kindle :) ) esce un profumo irresistibile di Belle époque.

Per adesso, è tutto: non escludo di tornare su Swann, guardando le mie annotazioni sul Kindle

sabato 29 marzo 2014

Nuove letture

Con un pochino di ritardo rispetto a quanto avevo promesso, ecco un riassunto delle letture passate, in corso e in programma.
Ho appena terminato La voce degli uomini freddi di Mauro Corona,  che oggi riceverà il Premio Mario Rigoni Stern per la narrativa. Credo che nel giro di pochi giorni sarà possibile leggere la mia recensione su Leggere a Colori. Recensione non totalmente positiva, purtroppo: il linguaggio dell'autore è decisamente più raffinato e la prosa più elegante rispetto al solito, ma la trama troppo esile e le lunghe descrizioni lo rendono un filo noioso. Lo consiglio comunque a chi è interessato ai suoi romanzi, alla descrizione dei popoli sulle montagne e alla tragedia del Vajont, tema caro all'autore veneto.

Per quanto riguarda L'avversario,  altro libro terminato da poco, vi rimando alla recensione: dato che è già stata pubblicata non mi ripeto qui. Lo consiglio caldamente, ma credo che i troppo sensibili o impressionabili faticheranno non poco.

E adesso?
E adesso ho cominciato,  sempre con il gruppo Facebook Leggo i classici di letteratura,  con cui ho già letto Il circolo Pickwick,  Dalla parte di Swann.  
Anche in questo caso, ho colto al volo l'occasione. Vediamo se alla fine avrò voglia di procedere col tomo successivo.

Passando alle letture meno impegnative, in programma ci sono Imperfetto futuro di Cristina Bergomi, della quale ho già recensito Anelli di quercia, e Le mirabolanti avventure di Spazz -Never di Nathan K. Raven, dietro richiesta dell'autore.

A questo punto, non mi resta che augurarvi buone letture!