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giovedì 15 maggio 2014

"Basta che si legga?"

ATTENZIONE!
Avvertenza: post ad altissimo contenuto di snobismo.

L'avvertenza iniziale, a scanso di equivoci, vuole essere ironica e come tale spero venga intesa. Quello che segue, lungi da essere un post "snob", è un post poco buonista. Ciò che intendo, insomma, è soffermarmi su alcuni luoghi comuni che si sentono dire / si leggono a proposito della lettura, abbandonando il politically correct che spesso finisce per diventare uno strumento per livellare il livello culturale delle persone e, come si sa, ogni livellazione è verso il basso.

Spesso si sente dire, di fronte a scelte di letture di dubbia (o certamente scarsa) qualità, come possono essere Fabio Volo, Clara Sanchez, Margaret Mazzantini - lo so, è un'autrice molto stimata: non sono tra coloro i quali l'apprezzano, anzi - le Cinquanta sfumature che "l'importante è che si legga", o che "il libro susciti un'emozione".

Mi dispiace, non sono d'accordo con le seguenti affermazioni. Cominciamo dalla prima. Sicuramente, si comincia a leggere partendo da testi più o meno "facili", come i classici che ci fanno leggere da bambini - penso a Heidi, a Incompreso, a Senza famiglia, giusto per citare cose molto tristi che mi piacciono molto - o altri romanzi scritti appositamente per ragazzi e piano piano, inevitabilmente, si approda a testi più complessi.
Insomma: nessuno di noi è passato direttamente dal latte materno all'arrosto. Ci va il passaggio intermedio.
Qualcuno, invece, salta questo primo passaggio, o ricomincia a leggere dopo anni, e sceglie uno di quei prodotti editoriali (non libri!) sopra citati. In proposito, spesso si sente dire "sì, dai, leggi Volo, poi magari ti fa venire voglia di leggere qualcos'altro". Mi spiace, non sono sicura che possa essere così. Sicuramente, a qualcuno può succedere di passare da La strada verso casa a Delitto e Castigo, senza mai aver portato a termine letture "serie" prima di FabioVolo, ma si tratta di una minoranza così esigua che possiamo tranquillamente tralasciarla.
Del resto, non credo che chi impara a mangiare BigMac possa passare a raffinati flan di verdure o al foie gras. Al junk food approda, e al junk food rimane. Non è un cibo "di passaggio". E di chi mangia solo McDonald non diremmo mai "ma sì, in fondo, basta che mangi".
Mi dispiace, io non credo che basti che si legga. Ci sono testi che non ti danno nulla, non ti arricchiscono, non ti portano a riflettere, non ti fanno diventare una persona "migliore", nel senso di più aperta e attenta alla realtà. Non ti nutrono, quindi. Ma ti fanno male - come mangiare un BigMac al giorno - perché ti tengono a un basso livello di conoscenza, ti fanno credere di essere in grado percepire qualcosa di profondo quando invece ti tengono a mollo in acque scandalosamente basse.
L'ho detto, e mi sono sentita urlare contro: leggere non è obbligatorio. Piuttosto che leggere "brutta letteratura", o "brutti fenomeni editoriali", lasciate perdere. O prendete un Topolino, che almeno diverte. E insegna un sacco di cose.

L'altra frase fatta è "basta che ti emozioni". Anche qui, non sono d'accordo. L'emozione è il livello base, è il primo step della conoscenza. Davvero ci vogliamo accontentare di fermarci qui? Al primo livello, quello rasente alla superficie?A lasciare che un mestierante susciti - sapientemente - in noi o il piantino o la risata? Davvero vogliamo farci pilotare?
Io dico di no. Dopo l'emozione c'è la riflessione. C'è il confronto con quello che stai leggendo. C'è l'applicazione di quello che hai letto alla realtà. C'è il sentimento, generato da quell'emozione primordiale: il sentimento di aver capito, di aver fatto tuo quel romanzo, quella storia. Meglio ancora, c'è il sentimento del "non aver capito", che ti porta ad approfondire, a cercare, a scoprire.

E' precisamente a questo, secondo me, che deve arrivare chi davvero vuole leggere.

Mi si può obiettare che.. non sempre si possono leggere i classici, che bisogna svagarsi. Giustissimo: sono la prima, lo scrivevo di recente, a leggere romanzi da ombrellone anche d'inverno. Ma anche qui, ci sono diverse letture di evasione: romanzi scritti meglio o peggio, autori più o meno onesti. Tra il classico, la lettura impegnativa, e il prodotto editoriale fatto apposta per essere venduto, per diventare di moda, c'è tutta una letteratura minore onesta che merita di essere presa in considerazione.

Altrimenti, niente ci vieta di fare le parole crociate, o di leggere Topolino. 

4 commenti:

Martina Brunetti ha detto...

Sono d'accordo con te.
A volte leggo Sophie Kinsella, non mi arricchisce, questo è vero, però mi fa trascorrere qualche ora spensierata e per questo la ringrazio. Considero i suoi libri dei romanzi cuscinetto, da leggere quando "serve", per così dire. Però non posso considerare i suoi libri parte di quel mondo meraviglioso e sconfinato e indescrivibile a parole che è la LETTERATURA. Bisogna capire cosa si ha di fronte e bisogna avere chiaro in testa che, come dici tu con una metafora calzante e, a mio avviso, fantastica, mangiare tutti i giorni al McDonald non nutre e anzi fa male. Ognuno è libero di leggere ciò che vuole, questo è chiaro e cristallino, ma prima dovrebbe capire cosa sta per fare e cosa sta per leggere: un libro? un romanzo? Un'opera letteraria? O magari soltanto un ammasso di pagine stampate e rilegate senza senso e senza nessun fine ulteriore alla vendita.
Invito i lettori alla consapevolezza....e invito i lettori a NON consigliarmi di leggere "cose" che non possono nemmeno definirsi libri. Leggi Volo? Leggi la Mazzantini, amen, ma non venire a dirmi "se non li provi non puoi sapere". Basta aprire una pagina a caso per farsi un'idea e non credo di essere snob, credo di essere realista.

... forse non ti aspettavi questo commento da me perché mi conosci e sai che non sono per niente polemica, però hai ragione e sfido chiunque a sostenere il contrario :D :D
ciao bella, a presto!

Giulia Stelladineve ha detto...

Grazie. Nient'altro, solo grazie.

Anonimo ha detto...

Ciao, in parte sono d'accordo. Meglio un sano Topolino a certi prodotti disonesti e di bassa lega. Ho letto Volo e l'ho trovato terribile così come le 50 sfumature e fenomeni simili. Ma perché mettete la Mazzantini addirittura in questo mucchio? A me, anche nell'ipotesi che possa non piacere, sembra comunque lontana anni luce da un Fabio Volo e anche da una Sophie Kinsella. Però siccome ne sento spesso parlare male mi piacerebbe molto sapere perché la vedete affine agli altri autori che avete citato? Io ho letto un solo romanzo della Mazzantini. Non mi ero mai avvicinata a lei, prima, perché avevo dei pregiudizi e il film tratto da "non ti muovere " me li aveva confermati. Poi mi è capitato di leggere "Venuto al mondo" e l'ho trovato invece molto bello. Atmosfere vivissime, personaggi che pareva d'averli conosciuti davvero, credibili, mai banali. Una storia molto forte e scritta in maniera asciutta efficace, precisa. Ho trovato molto brutto invece il film. Sbrodolato, personaggi e relazioni resi molto molto banali secondo i peggiori cliché del cinema italiano peggiore, tutto molto lontano da quello che avevo letto. Quindi mi sono chiesta se anche il precedente film non avesse fatto altrettanto scempio del romanzo a cui si ispirava. Ancora non lo so. Però mi piacerebbe capire un po' perché si parla tanto male della Mazzantini. Voi, per esempio, cosa avete letto? Cos'è che non vi piace nello specifico?
Grazie Ottavia

Giulia Chevron ha detto...

Gentile Ottavia, partendo dal presupposto che sono una lettrice come tante e che il mio giudizio vale come quello di chiunque altro, vedrò di rispondere.

Ho letto "Non ti muovere" - che ho trovato assurdamente maschilista e inutilmente violento - "Venuto al mondo" e dopo "Nessuno si salva da solo" ho deciso che rinunciavo a farmi piacere l'autrice. Trovo la sua scrittura eccessivamente barocca e ridonante, e mi pare che ogni situazione e ogni personaggio siano creati apposta a tavolino per commuovere, in maniera del tutto artificiosa. Un'operazione meramente commerciale, studiata all'interno di una ditta nella quale la moglie scrive e il marito "gira".
Il ripetuto ricorso al grottesco, alla fisicità "terra terra" mi innervosiscono, e come donna ho trovato insultanti sia "Non ti muovere", dove una disperata si innamora di uomo che l'ha STUPRATA, sia "Nessuno si salva da solo".

Ma ripeto, il mio è solo un parere.