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sabato 23 aprile 2016

Recensione de I fantasmi di pietra di Mauro Corona

Sinossi (da qlibri): Un paese abbandonato, silenzioso, fermato in un'istantanea scattata il giorno 9 ottobre 1963, quando il fianco del monte precipitò nell'invaso del Vajont. Eppure quelle case, quelle cucine, quelle stalle sono ancora abitate. E' una popolazione di fantasmi quella che Corona suscita ripercorrendo, casa per casa, le strade che un tempo risuonavano di voci, del rumore degli strumenti di lavoro, della vita di ogni giorno.

Sono tempi difficili questi, per le letture. Tra il lavoro, le lezioni di italiano, e la terribile scoperta che i pavimenti non sono autopulenti e i vestiti autostiranti, mi resta poco tempo per leggere. Ma non rinuncio, e non ci sono momenti più belli di quelli che dedico a un buon libro. Ed è il caso di I fantasmi di pietra.
Di norma mi innervosisco, quando un libro - corto, per giunta - mi dura quasi un mese. Questa volta non è accaduto, anzi. Sarei potuta andare avanti per un anno, a leggere due paginette de I fantasmi di pietra. Perché scorre lento, come le stagioni a Erto. Avrei voluto leggerne un episodio al giorno, per non sentirmi sola una volta giunta alla fine di questo viaggio meraviglioso. Un viaggio nel silenzio, nell'abbandono.
Di casa in casa, attraversiamo Erto vecchia, respirando l´odore di chi lì dentro ha vissuto. Il silenzio della tragedia è sempre lì, non ci abbandona mai. Piccoli spunti polemici non mancano, ma Corona qui è soprattutto nostalgico. E la nostalgia per un paradiso perduto, lo sappiamo, è incolmabile.
Corona ci racconta storie che sono a metà tra realtà e leggenda, che avremmo potuto udire dai nostri nonni. Forse è per questo che a tratti mi sarebbe piaciuto che fosse un audiolibro.
Corona si autocita, e mi ha fatto venire voglia di leggere altro, di perdermi di nuovo in questa atmosfera di sogno.
Li scrive lui, non li scrive lui. È un alcolista, non lo è. Ma chissenefrega. Quando c'è la magia della narrazione c'è tutto.

sabato 29 marzo 2014

Nuove letture

Con un pochino di ritardo rispetto a quanto avevo promesso, ecco un riassunto delle letture passate, in corso e in programma.
Ho appena terminato La voce degli uomini freddi di Mauro Corona,  che oggi riceverà il Premio Mario Rigoni Stern per la narrativa. Credo che nel giro di pochi giorni sarà possibile leggere la mia recensione su Leggere a Colori. Recensione non totalmente positiva, purtroppo: il linguaggio dell'autore è decisamente più raffinato e la prosa più elegante rispetto al solito, ma la trama troppo esile e le lunghe descrizioni lo rendono un filo noioso. Lo consiglio comunque a chi è interessato ai suoi romanzi, alla descrizione dei popoli sulle montagne e alla tragedia del Vajont, tema caro all'autore veneto.

Per quanto riguarda L'avversario,  altro libro terminato da poco, vi rimando alla recensione: dato che è già stata pubblicata non mi ripeto qui. Lo consiglio caldamente, ma credo che i troppo sensibili o impressionabili faticheranno non poco.

E adesso?
E adesso ho cominciato,  sempre con il gruppo Facebook Leggo i classici di letteratura,  con cui ho già letto Il circolo Pickwick,  Dalla parte di Swann.  
Anche in questo caso, ho colto al volo l'occasione. Vediamo se alla fine avrò voglia di procedere col tomo successivo.

Passando alle letture meno impegnative, in programma ci sono Imperfetto futuro di Cristina Bergomi, della quale ho già recensito Anelli di quercia, e Le mirabolanti avventure di Spazz -Never di Nathan K. Raven, dietro richiesta dell'autore.

A questo punto, non mi resta che augurarvi buone letture!

mercoledì 5 marzo 2014

In corso e in programma

Come avevo promesso ieri, ecco un piccolo riassunto delle letture in programma per il mese di marzo. Sono
tre, di cui una molto lunga.

La prima, quello ora in corso, è Il circolo Pickwick di Dickens. Da parecchio volevo provare a leggerlo, soprattutto perché viene citato in Matilde ( in alcune edizioni Matilda) di Roald Dahl, testo che ha accompagnato la mia infanzia. A pensarci bene, non sarebbe male leggere tutti i libri letti da Matilde nella biblioteca della Signora Felpa. Facciamo che domani metto l'elenco, và!
Per questo motivo, e per il desiderio di colmare un lacuna, ossia la quasi totale ignoranza sulla letteratura inglese, ho aderito all'iniziativa del gruppo Leggo i classici di letteratura su Facebook. Oltrettutto, è la mia prima lettura condivisa.
Finora non posso dirmi entusiasta della lettura, ma non demordo.

Da Leggere a Colori, portale con quale collaboro, ho ricevuto due libri che da tempo desideravo leggere, per cui non posso far altro che ritenermi fortunata.

Il primo è L'avversario di Emmanuel Carrère, autore che ho conosciuto e amato con La vita come un romanzo russo. L'avversario, uscito in Francia nel 2000, ricostruisce la drammatica vicenda di Jean - Claude Romand, che nel 1993 sterminò la famiglia per coprire una menzogna.

Il secondo, che immagino meno impegnativo, è La voce degli uomini freddi di
Mauro Corona, che personalmente adoro. Non tanto per la particolare abilità stilistica, quanto per la sua grande capacità di tratteggiare mondi, e la scelta - ricorrente in tutti i suoi libri - di opporre tra loro personaggi "buoni" e "cattivi", in un'antitesi manichea.